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	<title>Antonio Amendola Photography</title>
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		<title>an unexpected evening</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 11:37:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[What was supposed to be an evening out with friends for a &#8220;classic&#8221; jam session on stage with old friends, turned out to be an outdoor open jam on the front of the club with several talented musicians passing by. Beautiful roman colors, warm temperature, good drinks, nice light. Just perfect A]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>What was supposed to be an evening out with friends for a &#8220;classic&#8221; jam session on stage with old friends, turned out to be an outdoor open jam on the front of the club with several talented musicians passing by.</p>
<p>Beautiful roman colors, warm temperature, good drinks, nice light.</p>
<p>Just perfect</p>
<p>A</p>
<div id="attachment_1033" class="wp-caption alignleft" style="width: 516px"><a href="http://www.s4c.it/antonioamendola/musicinn4maggio2012/" target="_blank"><img class=" wp-image-1033 " title="composizionelucaemma" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/composizionelucaemma-723x1024.jpg" alt="" width="506" height="717" /></a>
<p class="wp-caption-text">(click to see a small photo gallery)</p>
</div>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/41683599" width="700" height="481" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
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		<title>#CaboolExpress: mission aborted //</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile. La mia, per esempio, aveva tutta l’aria di essere una maledizione. ‘Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire&#8230;. In quell’anno non volare. Non volare mai’, m’aveva detto un indovino(..)Prendere sul serio quel vecchio cinese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>“Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile. La mia, per esempio, aveva tutta l’aria di essere una maledizione. ‘Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire&#8230;. In quell’anno non volare. Non volare mai’, m’aveva detto un indovino(..)Prendere sul serio quel vecchio cinese e riorganizzare drasticamente la propria esistenza o ignorarlo, liquidando le sue parole come fandonie? ”. Un indovino mi disse, Tiziano Terzani</em></p>
<p style="text-align: left;">Credo che oggi sia toccato a me. E i fatti sono andati così.</p>
<p style="text-align: left;">Conoscete i &#8220;fatti di Kabul&#8221;, ormai, no? Pare, dicono, non si sa, dei militari USA hanno bruciato una copia del Corano perchè pare, dicono, non si sa, fosse un modo per veicolare messaggi tra insorti.</p>
<p style="text-align: left;">Evidentemente la popolazione è, appunto, insorta ed ha messo a ferro e fuoco Kabul. Con altrettanto evidenti propagazioni future in tutta l&#8217;area.</p>
<p style="text-align: left;">Come se non bastasse, la notizia della tragica morte a Homs del francese Remi Ochlik e dell&#8217;americana Marie Colvin ha gettato un velo di tristezza e dolore su tutti noi.</p>
<p style="text-align: left;">Insomma, per farla breve, tutta la mattina a leggere le agenzie. Notizie da Kabul via via in peggioramento. Parto, non parto, parto, non parto. Parto.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Ricevere poi un messaggio dell&#8217;Ambasciata, a bordo dell&#8217;aereo non ancora partito, che dice &#8220;<em>Non partire. Scendi da quell&#8217;aereo. Tutto cancellato</em>&#8220;, e farlo, non ha prezzo. Sono quei momenti di incroci di situazioni e opportunità che possono cambiare una vita.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Più che cancellato è rimandato di un po&#8217; ma insomma&#8230;c&#8217;è ancora tanta adrenalina addosso.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">E così sono sceso dall&#8217;aereo e sono rimasto a Roma.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Cosa ho imparato da questa avventura mancata? Tanto. E più avanti ci penserò a mente lucida.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Adesso, a caldo, posso solo essere estremamente grato all&#8217;Ambasciata USA a Roma e presso la NATO per l&#8217;opportunità offerta e per la fiducia. Sono non solo degli ottimi professionisti ma, col tempo, sono diventati anche buoni amici. Mi auguro che la situazione a Kabul si ripristini velocemente e che tutto venga riportato su binari di buon senso e comprensione reciproca.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Qualcuno mi ha chiesto come mai non sia partito comunque.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Io credo che se, da embedded, affidi la tua incolumità, la tua sicurezza (e quindi, in ultima istanza, la tua vita) a qualcuno, ti devi fidare ciecamente. E se questo ti dice &#8211; in qualunque momento &#8211; &#8220;scendi dall&#8217;aereo, non partire, è troppo pericoloso&#8221;, tu hai solo una cosa da fare: scendere e non partire. Punto.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">E&#8217; una questione di serietà e coerenza.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Detto questo, la faccia dell&#8217;hostess che &#8211; in aereo, prima della partenza &#8211; mi ha sentito parlare al telefono bofonchiando parole come &#8220;scendere dall&#8217;aereo, pericoloso, tutto annullato, non partire&#8221; è stata memorabile. Come pure il momento in cui le ho detto che dovevo scendere. E che poi ho fatto puntualmente.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Scherzi a parte. Ci sono esperienze da fare ed altre che non è il momento di fare. Ci sono momenti in cui si deve capire quando fermarsi ed altri in cui ci si può spingere oltre.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Oggi ho visto la linea rossa. In queste settimane ho studiato la storia e la situazione dell&#8217;Afghanistan. Ho pensato alle storie da raccontare, ho raccolto informazioni, preso contatti, studiato l&#8217;equipaggiamento giusto. Mi sono preparato fisicamente e mentalmente. Insomma, ero pronto.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Ma evidentemente è andata come doveva andare. E forse lo capirò solo più avanti.  Va bene così.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">E adesso i pensieri vanno ai giornalisti e fotografi che hanno perso la vita facendo un lavoro straordinario: raccontarci quello che non possiamo vedere. E che non potremmo vedere senza il loro lavoro.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">E&#8217; la straordinaria bellezza del fotogiornalismo.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Io posso aspettare.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Grazie a tutti per avermi seguito sin qui. Ci vediamo presto</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Antonio</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}">
<div class="youtube" style="width: 350; height: 300;"><object width="350" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QYEC4TZsy-Y&amp;autoplay=1" /><embed width="350" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/QYEC4TZsy-Y&amp;autoplay=1" wmode="transparent" /></object></div>
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		<title>#CaboolExpress: lockdown in Kabul</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Road2Kabul]]></category>
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		<category><![CDATA[protests in Kabul. US Embassy in Kabul locked down]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre fino a ieri non sapevo cosa aspettarmi da questo viaggio, adesso lo so. Purtroppo. Non sono neanche partito per Bruxelles (tra poco) e già arrivano notizie molto poco incoraggianti da Kabul: (APCM) &#8211; ALR 22/02/2012 08.03.29 Kabul, 22 feb. (TMNews) &#8211; Prosegue la nuova ondata di proteste in Afghanistan per la profonazione del corano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre fino a ieri non sapevo cosa aspettarmi da questo viaggio, adesso lo so.</p>
<p>Purtroppo.</p>
<p>Non sono neanche partito per Bruxelles (tra poco) e già arrivano notizie molto poco incoraggianti da Kabul:</p>
<p><em>(APCM) &#8211; ALR</em><br />
<em>22/02/2012 08.03.29</em><br />
<em>Kabul, 22 feb. (TMNews) &#8211; Prosegue la nuova ondata di proteste in</em><br />
<em>Afghanistan per la profonazione del corano. Precauzionalmente</em><br />
<em>lambasciata Usa di Kabul ha chiuso i battenti mentre tutti i</em><br />
<em>viaggi per l&#8217; Afghanistn sono sospesi. Sempre a Kabul si segnalano</em><br />
<em>spari e si registrano almeno tre feriti.</em><br />
<em>Centinaia di afgani hanno nuovamente</em><br />
<em>manifestato oggi a Kabul e Jalalabad, al grido di &#8220;Morte</em><br />
<em>all&#8217; America&#8221;, per protestare contro la profanazione di alcune</em><br />
<em>copie del Corano, bruciate da soldati americani alla base di</em><br />
<em>Bagram. L&#8217; incidente è stato ammesso da Isaf e il comandante della</em><br />
<em>missione Nato in Afghanistan, generale John Allen, si è scusato</em><br />
<em>con il &#8220;nobile popolo d&#8217; Afghanistan&#8221;.</em><br />
<em>Nella capitale, circa 500 persone si sono riunite in corteo</em><br />
<em>vicino al Parlamento e alla più grande base militare Usa in</em><br />
<em>città. A Jalalabad, un migliaio di studenti ha bloccato le</em><br />
<em>principali arterie di comunicazione.</em></p>
<p>&#8212;-</p>
<p><em>(REUT) &#8211; ALR</em><br />
<em>22/02/2012 08.03.58</em><br />
<em>U.S. Embassy in Kabul on lockdown amid protests </em><br />
<em>KABUL, Feb 22 (Reuters) &#8211; The U.S. Embassy in Kabul</em><br />
<em>said on Wednesday its staff were on lockdown and all travel was</em><br />
<em>suspended amid violent protests across the capital over the</em><br />
<em>burning of Korans at NATO&#8217; s main base in Afghanistan. </em><br />
<em>&#8220;The embassy is on lockdown; all travel suspended. Please,</em><br />
<em>everyone, be safe out there,&#8221; the embassy&#8217; s official Twitter</em><br />
<em>feed said of the protests where demonstrators screamed &#8220;Death to</em><br />
<em>America!&#8221; </em><br />
<em>Police fired shots as around 1,000 protesters gathered for a</em><br />
<em>second day of violent clashes after copies of Islam&#8217; s holy book</em><br />
<em>were burned on Tuesday.</em></p>
<p>&#8212;-</p>
<p>Andrà tutto bene. Ne sono certo</p>
<p>A</p>
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		</item>
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		<title>[on the road to Kabul #9] logistica dell&#8217;ultim&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Road2Kabul]]></category>

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		<description><![CDATA[21 febbraio 2012 -1 Ricevo da Serafino, mio infaticabile Ufficio Stampa, questa agenzia dell’ADN Kronos ADNK &#8211; AFGHANISTAN: COPIE CORANO BRUCIATE A BAGRAM, PROTESTE DAVANTI BASE USA (ADNK) &#8211; EST 21/02/2012 08.34.54 Kabul, 21 feb. &#8211; (Aki) &#8211; Proteste sono in corso davanti alla base militare americana di Bagram, nella provincia afghana di Parwan, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>21 febbraio 2012</strong></p>
<p>-1</p>
<p>Ricevo da Serafino, mio infaticabile Ufficio Stampa, questa agenzia dell’ADN Kronos</p>
<p>ADNK &#8211; AFGHANISTAN: COPIE CORANO BRUCIATE A BAGRAM, PROTESTE DAVANTI BASE USA</p>
<p>(ADNK) &#8211; EST<br />
21/02/2012 08.34.54<br />
Kabul, 21 feb. &#8211; (Aki) &#8211; Proteste sono in corso davanti alla base militare<br />
americana di Bagram, nella provincia afghana di Parwan, dopo la denunciata<br />
profanazione di copie del Corano da parte di militari statunitensi. Fuori<br />
dalla base, stando all&#8217; agenzia di stampa Xinhua, si sono riunite centinaia di<br />
persone che stanno protestando contro i militari americani.<br />
Bagram, a una cinquantina di chilometri a nord di Kabul, e&#8217; la principale base militare americana in Afghanistan.<br />
(Vir/AKI)<br />
21-FEB-12 08: 22<br />
NNN</p>
<p>Cominciamo bene&#8230;</p>
<p>E comunque, non mi preoccupa la politica internazionale adesso, quanto la logistica spicciola dell’ultima ora.<br />
Con cui sono alle prese da ieri sera. Ho finalmente fatto la borsa. Bagaglio a mano, ovviamente. Per dieci giorni.</p>
<p>Mi piace viaggiare leggero e ormai sono abituato. Poca roba, poco ingombrante ma calda. Molti ricambi di biancherie e calze calde e comode. Passerò parecchie ore al giorno all’aperto e sta facendo molto freddo lì ultimamente.<br />
Tenere i piedi al caldo può fare davvero la differenza.</p>
<p>Medicine: imodium (fon-da-men-ta-le), tylenol (altrettanto per me e le mie continue emicranie), travelgum (bah, non si sa mai in elicottero), aspirine, tappi per le orecchie (alle brutte, se li perdo, mi rimbambisco con un po’ di hard rock in cuffia con l’ipod), cerotti per le vesciche (anzi, no, li ho dimenticati. Rimedio tra poco).</p>
<p>Fotocopie di tutto, biglietti, passaporto, visto, contatti di emergenza.<br />
E poi soldi.<br />
In queste situazioni più che i “soldi” servono i “contanti”. Dollari, solo ed esclusivamente dollari, i biglietti verdi. L’unico VERO visto che conti davvero in qualunque zona di crisi.</p>
<p>- a proposito -<br />
Sul viaggiare leggero</p>
<p>Uno può voler viaggiare leggero quanto vuole. Puoi anche portare UN solo corpo macchina con due o tre ottiche, una compattina per le emergenze, una analogica-totalmente-meccanica-perchè-non-si-sa-mai. Un telefono, un paio di hard-disk, un caricabatterie di emergenza.</p>
<p>Ma quello che ti fotte, alla fine, sono i carachibatterie&#8230;i cavi, i cavetti e tutti questi maledetti orpelli che fanno solo tanta confusione e prendono tanto spazio.</p>
<p>E’ un po’ come andare da Ikea. Compri cose che costano, singolarmente, una fesseria e alla fine, alla cassa, ti ritrovi con un conto chilometrico e tonnellate di cazzate in macchina.</p>
<p>E intanto a Roma sembra arrivata la primavera</p>
<p> <br />
 </p>
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		<title>[on the road to Kabul_#8] Chissà se Hadda soffia ancora a Gandhara</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[17 -20 febbraio 2012 continuo a sognare zombie. E che cavolo. Ad ogni modo, devo trovare un buon hashtag per Twitter. So che in tanti mi seguiranno e ho bisogno di un hashtag facile da ricordare ed efficace. Non ho idee. #kabul banale #road2kabul sì&#8230;.ma una volta lì non ha più senso #whileinkabul mi piace. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>17 -20 febbraio 2012</strong></p>
<p>continuo a sognare zombie. E che cavolo.</p>
<p>Ad ogni modo, devo trovare un buon hashtag per Twitter. So che in tanti mi seguiranno e ho bisogno di un hashtag facile da ricordare ed efficace.</p>
<p>Non ho idee.</p>
<p>#kabul banale</p>
<p>#road2kabul sì&#8230;.ma una volta lì non ha più senso<br />
#whileinkabul mi piace. Ma funziona se twitto in inglese ( “#whileinkabul I saw this, I saw that”) altrimenti non regge</p>
<p>#cabool l’antico nome di Kabul. Non male&#8230;.</p>
<p>#caboolexpress ancora meglio. In pole position per il momento</p>
<p>#kabulreport</p>
<p>Intanto, visto che ci sono, faccio qualche ricerca sui detti afghani. E’ un modo che uso spesso prima di un viaggio. Non si finisce mai di imparare dalla saggezza popolare.</p>
<p>Ed eccone uno bello:</p>
<p>Che cosa desidera il cieco? Due occhi per vedere.</p>
<p>E guarda un po’ cosa scopro&#8230;</p>
<p><a href="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/afgh02-08-13-900w.jpg"><img class="alignleft  wp-image-866" title="afgh02-08-13-900w" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/afgh02-08-13-900w-531x1024.jpg" alt="" width="319" height="614" /></a>Nel 1878 un ufficiale e linguista dell&#8217;esercito inglese, il maggiore Henry George Raverty, pubblicò a Londra Notes on Afghanistan and Baluchistan, un breviario di storia, lingua e grammatica afghane.<br />
Per far comprendere meglio alla regina Vittoria, allora Imperatrice delle Indie, in che modo funzionassero i cuori e le menti di quegli &#8216;esotici&#8217; montanari, sudditi ingrati e piuttosto ribelli, allietò l’operina con un centinaio dei loro proverbi.</p>
<p>forse ci sono&#8230; Scartabellando tra storie legate alla via della Seta (sì, passava da Kabul) mi sono imbattuto nel Dio del vento.</p>
<p>Praticamente tutte le cultura hanno un Dio del vento. I Greci avevano Borea che fece un lungo viaggio proprio sulla via della Seta, prendendo &#8211; nelle varie “tappe” &#8211; diversi nomi e diverse fisionomie religiose.</p>
<p>In Afganistan, quindi, allora chiamato Gandhara, venne rinominato Hadda; in Cina se ne ha traccia in un dipinto nella Grotte Kizil nel bacino del Tarim nello Xinjiang e infine in Giappone assunse il nome shintoista  di Fujin.</p>
<p>Non c’entra assolutamente nulla col mio viaggio ma mi ci sono imbattuto e mi è piaciuto.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 593px"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/6V2ekXI4hUJ090Vd1hOnVGmAbG5lFTsENpbLopDcj-WmHvKUEtKplyu0SwZN-jAc-viz1unPvOOzjgGJZrRCxRVwXTEBmr3gWfldX6bsxzgj2S4VhXQ" alt="" width="583" height="178" />
<p class="wp-caption-text">Sinistra: Dio greco del vento, da Hadda (Gandhara, attualeAfghanistan), II secolo. Centro: Dio del vento, Grotte Kizil (Bacino del Tarim, Xinjiang, Cina), VII secolo. Destra: Fūjin, Dio giapponese del vento, XVII secolo.</p>
</div>
<p><img src="https://lh5.googleusercontent.com/PfOfq4UP4bVdbUhk4EDdtBDJmwZuinXmueaN1Twv_hZSqzktwwTwD64_kA45_Iv7sHL3CV9mlzRHvS3dwG5QqNLoSSRw63q2RMBqLAjzhWoiZS1M4JQ" alt="" width="25" height="18" /></p>
<p>E intanto è di stamattina la notizia di altre tre militari italiani morti in Afghanistan. Non durante un’operazione di guerra ma a causa di un incidente con il loro blindato. Stavano andando a recuperare dei compagni in difficoltà e a causa delle condizioni meteo straordinariamente avverse, il mezzo si è ribaltato in un fiume.</p>
<p>Che brutta fine.  Ogni fine è brutta, intendiamoci.<br />
Ma quanto deve sentirsi triste un ragazzo, morendo tanto lontano da casa, solo, in un letto di un fiume freddo a quasi duemila metri di altitudine?</p>
<p>I preparativi per la partenza, nel frattempo, procedono non procedendo. Sto rimandando all’ultimo minuto (anche se so che la borza la farò stasera) i dettagli.</p>
<p>Qualche giorno fa sono stato all’Ambasciata USA per l’ultimo briefing prima della partenza e per una breve intervista. Mi hanno chiesto la cosa più naturale del mondo. Cosa mi aspetto di trovare laggiù.</p>
<p>In effetti la risposta più seria e razionale sarebbe: non lo so. Non lo so, ed è vero. Non lo so. So solo quello che vedo sui media, che leggo nei giornali e che intravedo nei reportagi fotografici.<br />
Ciascuno racconta quello che ha visto ed è sempre solo un pezzetto di un puzzle che immagino enormemente complesso.</p>
<p>Io ne vedrò un pezzetto davvero piccolo e sicuramente, e necessariamente, parziale.</p>
<p>Ma sarà interessante studiare il dispositivo militare ISAF sul campo e “capire” (o cercare di capire) cosa sta succedendo.</p>
<p>E soprattutto, alla luce delle recenti dichiarazioni di cessazione dell’operazione nel 2014, sono curioso di rintracciare i segni&#8230;. le tracce di quel che sarà l’Afghanistan quando sarà lasciato solo a gestire il proprio presente e il proprio futuro.</p>
<p>Il futuro di un paese da sempre in guerra o comunque in situazione di forte conflitto interno si costruisce giorno per giorno creando fondamenta solida. Chissà se davvero si intravedono già adesso&#8230;</p>
<p>Quando sono stato in Bosnia ricordo di aver avvertito distintamente nell’aria un’energia&#8230;cattiva&#8230; Sì, forse è proprio la parola giusta.<br />
Una sensazione di precarietà e di equilibrio mantenuto solo grazie alla presenza militare straniera.</p>
<p>Chissà in Afghanistan. Chissà che vento tira&#8230;</p>
<p>Chissà se Hadda soffia ancora a Gandhara</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="youtube" style="width: 350; height: 300;"><object width="350" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4DFp00tnSv4&amp;autoplay=1" /><embed width="350" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/4DFp00tnSv4&amp;autoplay=1" wmode="transparent" /></object></div>
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		<title>[on the road to Kabul #7] If the bleeds, it leads. Right? Wrong</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[6 febbraio 2012  oggi mi ha preso un po’ così. Sto continuando a pianificare e pensarci. Ma oggi sono un po’ preoccupato.Non lo scriverò sul blog ma lo dico solo a me stesso. Forse tutta questa storia è più grande di me 8 febbraio 2012 Strano che mi sia venuta in mente questa Sura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>6 febbraio 2012 </strong></div>
<div></div>
<div>oggi mi ha preso un po’ così. Sto continuando a pianificare e pensarci.<br />
Ma oggi sono un po’ preoccupato.Non lo scriverò sul blog ma lo dico solo a me stesso. Forse tutta questa storia è più grande di me</p>
<p><strong>8 febbraio 2012</strong></p>
<p>Strano che mi sia venuta in mente questa Sura del Corano</p>
<p>Allah dice:<br />
{اللَّهُ نُورُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ مَثَلُ نُورِهِ كَمِشْكَاةٍ فِيهَا مِصْبَاحٌ الْمِصْبَاحُ فِي زُجَاجَةٍ الزُّجَاجَةُ كَأَنَّهَا كَوْكَبٌ دُرِّيٌّ يُوقَدُ مِنْ شَجَرَةٍ مُبَارَكَةٍ زَيْتُونَةٍ لَا شَرْقِيَّةٍ وَلَا غَرْبِيَّةٍ يَكَادُ زَيْتُهَا يُضِيءُ وَلَوْ لَمْ تَمْسَسْهُ نَارٌ نُورٌ عَلَى نُورٍ يَهْدِي اللَّهُ لِنُورِهِ مَنْ يَشَاءُ وَيَضْرِبُ اللَّهُ الْأَمْثَالَ لِلنَّاسِ وَاللَّهُ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ</p>
<p>“Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale, né occidentale, il cui olio sembra illuminare, senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah è onnisciente.” (Corano 24:35)</p>
<p>E’ la Sura della Luce, An-Nùr. L’ulivo albero ne’ di Oriente, ne’ di Occidente. Un albero di tutti, che supera la dualità noi-loro.</p>
</div>
<div></div>
<div>Sono pugliese, per me l&#8217;ulivo non è un albero. E&#8217; L&#8217;ALBERO per eccellenza. L&#8217;unico che fin da piccoli si riesce a conoscere e riconoscere. Quello che quando arrivi dalle parti di Fasano dici sempre &#8220;quanto è bella la Puglia, perché ha degli alberi così belli&#8221;.</div>
<div></div>
<div>E&#8217; un albero che mette di buon umore. Ed evidentemente deve aver fatto sempre questo effetto&#8230;.</div>
<div>
<p><strong>Sabato 11 febbraio 2012</strong></p>
<p>Ben dice che &#8220;<em>mi mandano laggiù</em>&#8221; perché sono un osservatore atipico per loro. Perché i giornalisti che arrivano a Kabul, per prima cosa chiedono di vedere il fronte, i combattimenti, il sangue, le bombe, le mine, i morti.<br />
Ed io no,</p>
<p>Non l&#8217;ho chiesto all&#8217;inizio e sto continuando a non chiederlo.</p>
<p>&#8220;<em>if it bleeds, it leads</em>&#8221; si dice. Se sanguina, fa notizia.</p>
</div>
<div><img class="alignleft size-medium wp-image-852" title="66th-foot-massacred" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/66th-foot-massacred-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" />E&#8217; la vecchia storia del sensazionalismo dell&#8217;informazione. Niente di nuovo sotto il sole, e non e&#8217; neanche uno scandalo, triste si, forse, ma non uno scandalo. In fondo, la curiosità della gente e&#8217; morbosa e vuole essere soddisfatta con ciò che chiede.Con <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.shoot4change.net" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">s4c</span></a></span>, fin dall&#8217;inizio, ho giocato d&#8217;azzardo, scommettendo invece sul resto. Su tutto quello che ruota intorno e dietro la notizia sensazionale. Scoppia una bomba, ok, ci sono morti e feriti, ok, ma dopo settimane cosa e&#8217; successo? Chi e&#8217; rimasto? Come stanno quelle persone? Chi li sta aiutando?Prendete adesso, ad esempio, mentre sto scrivendo sta nevicando a Roma. La più grande nevicata di Facebook (non me ne vogliate, per piacere, non ho resistito. E chi e&#8217; di Roma sa a cosa mi riferisco).<br />
E a Kabul si stanno registrando temperature negative da record. Molti bambini stanno morendo di freddo, accampati in slum nella periferia di una città che sta diventando enorme per l&#8217;afflusso di povera gente da tutto il paese.<br />
Arrivano sia per la grande povertà da cui fuggono, ma anche a causa del consolidamento dei Talebani in diverse aree del Paese.</p>
<p>E già si parla della prossima consueta offensiva talebana di primavera. Si parla poco di ricostruzione dellAfghanistan, dei volontari impegnati a salvare quella povera gente, del freddo che non da scampo.</p>
<p>If it bleeds, it leads. Right?<br />
Wrong</p>
<p>Voglio cercare di raccontare altro</p>
<p><strong id="internal-source-marker_0.6843003069516271"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/sdtmK36ftCw?version=3&amp;autoplay=1&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=sdtmK36ftCw" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
<p></strong></p>
</div>
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		<title>(letture di e in viaggio) Ilf and Petrov&#8217;s American Road Trip</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:20:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Road2Kabul]]></category>

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		<description><![CDATA[In 1935, the Soviet satirical writers (and photographers) Ilya Ilf and Evgeny Petrov travelled to the US, where they journeyed from NYC to California and back by car. The book is their travelogue, originally published in the Soviet magazine Ogonek. Curiously, the title of their original publication &#8220;American Photographs&#8221; is identical to the great Walker [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-845" title="foto 1" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/foto-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />In 1935, the Soviet satirical writers (and photographers) Ilya Ilf and Evgeny Petrov travelled to the US, where they journeyed from NYC to California and back by car. The book is their travelogue, originally published in the Soviet magazine Ogonek.</p>
<p>Curiously, the title of their original publication &#8220;American Photographs&#8221; is identical to the great Walker Evens book of 1938.</p>
<p>And, needless to say, it anticipated my favorite book The Americans by Robert Frank (but you know that by now, don&#8217;t you?) &#8211; 1959.</p>
<p>Reading through the intro of the book, I came across a quote by Sergei Tretiakov, who in &#8220;My Visual Diary&#8221; wrote:</p>
<p>&#8220;I don&#8217;t know what would be more difficult for me during a writer&#8217;s trip: to lose my pen and notebook or my camera? My Leica film is my visual diary, without which the processing of collected material would be much more difficult for me&#8221;.</p>
<p>And now here I am thinking about my forthcoming trip to Afghanistan&#8230;</p>
<p>Will my films (yes, I made up my mind. I&#8217;ll bring with me also my F2) and sensor be my visual diary?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/O3-5PrA7kjc?version=3&amp;autoplay=1&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=O3-5PrA7kjc" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
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		<title>[on the road to Kabul_#6] tecnica e cuore / εμπαθεια</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 1 febbraio 2012 tecnica e cuore / εμπαθεια Detto tra di noi, quasi sottovoce, tanto non mi sente (o legge) nessuno&#8230;a volte questa storia della logistica non mi convince. Voglio dire, va bene programmare, pianificare, elencare oggetti utili e ragionare su procedure di emergenza. Ma, cavolo, sto per andare in Afghanistan. Quando ho cominciato ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> 1 febbraio 2012</strong></p>
<p>tecnica e cuore /<strong> εμπαθεια</strong></p>
<p>Detto tra di noi, quasi sottovoce, tanto non mi sente (o legge) nessuno&#8230;a volte questa storia della logistica non mi convince.</p>
<p>Voglio dire, va bene programmare, pianificare, elencare oggetti utili e ragionare su procedure di emergenza. Ma, cavolo, sto per andare in Afghanistan.</p>
<p>Quando ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia, l’ho fatto grazie alle foto di Robert Capa. Alle sue immagini dal fronte. Fotografie di guerra ma con uno spessore umano. Mai fredde e distaccate.<br />
Storie raccontate con lucidità ma anche col cuore.</p>
<p><a href="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/empatia.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-835" title="empatia" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/empatia-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a>E con tanta empatia.</p>
<p>Empatia. Insieme alla logistica, alla tecnica ed alla fortuna&#8230;credo (o meglio, immagino) che questa sia l’altra chiave di volta. Empatia.</p>
<p>Letteralmente, “dentro il sentimento”, “dentro la sofferenza”. Appunto.</p>
<p>Capa non ha mai preso le parti nei conflitti che raccontava (seppur figlio di una cultura e di una società evidentemente schierata) ma ha raccontato non solo il conflitto, la distruzione, la tragedia, la morte ma anche la scintilla di umanità che resiste in qualsiasi situazione.</p>
<p>Mi aspetto proprio questo. Essere catapultato dall’aeroporto di Dubai a quello di Kabul &#8211; un po’ come un salto nell’iperspazio del Millennium Falcon &#8211; in uno scenario di forte sofferenza sociale.  Un contesto nel quale cercherò di rintracciare le scintille di umanità.<br />
Entrarci, riuscire a sentire quello che sentono loro, sarà il mio obiettivo.</p>
<p>Dopo aver cercato una definizione soddisfacente di “empatia” su Wikipedia, mi ha colpito una frase di Geoffrey Miller (in “The mating mind”) che sostiene che “l’empatia si sarebbe sviluppata perchè mettersi nei panni dell’altro per sapere cosa pensa e come reagirebbe costituisce un importante fattore di sopravvivenza in un mondo  in cui l’uomo è in continua competizione con gli altri uomini”.</p>
<p>Una forma di autodifesa, quindi? Lo vedremo.</p>
<p>Al momento so solo che andrò in Afghanistan e che non me lo aspettavo. So che improvvisamente avrò la possibilità di raccontare qualcosa di enormemente più grande di me e che fino ad ora mi sono confrontato con storie e situazioni che, tutto sommato, capivo facilmente.</p>
<p>Una guerra si può capire nelle sue premesse ma non credo la si possa cogliere nelle sue reali conseguenze finchè non la si guarda negli occhi.</p>
<p>Credo che il compito di un cronista sia proprio questo. Guardare negli occhi, osservare &#8211; per quanto possibile &#8211; in profondità e raccontare quel che si è visto e capito.</p>
<p>Lasciarsi sprofondare nella storia, salvare le immagini, farsi carico della dignità di chi si è lasciato raccontare. Di chi combatte per una guerra sua, di chi lo fa per una guerra non sua, di chi si lascia vincere e di chi resiste. Di chi distrugge e di chi ricostruisce. Di chi ce la fa e di chi non ce la fa più.</p>
<p>C&#8217;è sempre una scintilla di vita anche nella distruzione totale.</p>
<p>Cercherò di ricordare quello che ho imparato con Shoot4Change&#8230;. entrare in una storia non è difficile. Uscirne, lo è.</p>
<p>εμπαθεια</p>
<p>(e anche questa volta non rileggerò quanto ho scritto. Salvo e mando online così. Tanto qui, nell’iperspazio, vale tutto no?)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5InkQ32JkG0?version=3&amp;autoplay=1&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5InkQ32JkG0" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[on the road to Kabul_#5] tattica e logistica. E una bella storia da raccontare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; 31 gennaio 2012 Gli amatori pensano alla tattica, i professionisti alla logistica. E&#8217; tutto lì. Leggevo un’intervista a Teru Kuwayama, ottimo fotografo di guerra con la spiccata propensione ad un’interpretazione autoriale dei drammi di guerra, e quello che in effetti mi ha colpito è stato un aforisma diffuso nel mondo militare: “gli amatori ragionano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>31 gennaio 2012</strong></p>
<p>Gli amatori pensano alla tattica, i professionisti alla logistica.<br />
E&#8217; tutto lì.</p>
<p>Leggevo un’intervista a Teru Kuwayama, ottimo fotografo di guerra con la spiccata propensione ad un’interpretazione autoriale dei drammi di guerra, e quello che in effetti mi ha colpito è stato un aforisma diffuso nel mondo militare:</p>
<p>“<em>gli amatori ragionano sulla tattica, i professionisti sulla logistica</em>”.</p>
<p>E’ la gestione vincente della logistica che può farti vincere una campagna militare. Puoi essere il migliore stratega del mondo, ma se le tue truppe non hanno pasti caldi o scarpe comode hai buttato il tuo tempo. E le loro vite.</p>
<p>Così anche la pianificazione di un reportage in zona di guerra, immagino.<br />
Puoi pensare a tutte le ottiche da portare, ma se dimentichi un ricambio di calzettoni di lana sei fregato.<br />
Puoi immaginare la storia, cosa vedrai, cosa scatterai, come lo racconterai; ma se non hai batterie di ricambio o una torcia elettrica con gel rosso vai poco lontano.</p>
<p>E poi puoi pensare a cosa indosserai (perchè anche quello è importante) ma se poi ti presenti con indumenti para o finto-militari fai una figura barbina e ti prenderanno tutti in giro.</p>
<p>Insomma, ci sono tante cose da pianificare, liste da stilare, voci da smarcare.</p>
<p>E così mi metto a pianificare.<br />
Prima cosa: il giubbotto antiproiettile.<br />
Il giubbotto antiproiettile! Anzi, body armor, suona meglio&#8230;</p>
<p>Dove lo trovo un body armor? C’ho sbattuto la testa negli ultimi giorni. E non nego di essere andato in un paio di famose armerie a Roma a chiedere dei preventivi.<br />
5mila euro per un classe IV? Siete matti. E poi vale solo 5 anni? E che è? Un estintore?<br />
No. Altra strada. E comunque un giubbotto mi serve, me lo hanno detto. Posso anche non portare una macchina fotografica, ma giubbotto ed elmetto sì.</p>
<p><strong>(due giorni dopo)</strong></p>
<p>Risolto: me lo danno lì. Bene.</p>
<p>Spero anche un elmetto.</p>
<p><strong>(oggi)</strong></p>
<p>Ho scoperto una storia di una donna afghana straordinaria, Mary Akrami, attivista per i diritti umani. Lotta da anni per l’istruzione delle donne afghane e ha fondato le prime case protette per donne vittime di violenza.</p>
<p>Ammetto colpevolmente di non conoscerla e sono grato alla community di S4C per avermela segnalata.<br />
L’ho appena contattata tramite un’amica che la conosce bene ed è stata disponibilissima ad incontrarci. Forse ci riusciremo, o forse no (bisognerà capire i movimenti e la situazione al momento) ma ad ogni modo cercherò di raccontarla e mostrare quello che fa a Kabul.</p>
<p>E’ proprio una di quelle storie di cui sono alla ricerca&#8230;</p>
<p> <iframe src="http://www.youtube.com/embed/0ybr_IhXQTE?version=3&amp;autoplay=1&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0ybr_IhXQTE" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>[on the road to Kabul_#4] tanto basta non radersi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 24 gennaio 2012Tra esattamente un mese a partire da oggi volerò da Bruxelles a Kabul. Un volo civile, mi hanno detto, così da avere il timbro di ingresso in Afghanistan sul passaporto. Altrimenti sarebbe difficile uscirne. Bene. Informazione utile e incoraggiante&#8230;Pensavo. Sono un fotografo. E li&#8217; c&#8217;è una guerra in corso. Quindi questo dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Martedì 24 gennaio 2012</strong>Tra esattamente un mese a partire da oggi volerò da Bruxelles a Kabul. Un volo civile, mi hanno detto, così da avere il timbro di ingresso in Afghanistan sul passaporto. Altrimenti sarebbe difficile uscirne. Bene. Informazione utile e incoraggiante&#8230;Pensavo. Sono un fotografo. E li&#8217; c&#8217;è una guerra in corso. Quindi questo dovrebbe fare di me un fotografo di guerra?<br />
Non proprio. Non credo. Anzi, sicuramente NO. Punto.</p>
</div>
<div>Prima di tutto perché non lo sono. Secondo, perché non sento di esserlo. Intendiamoci, sento di poterlo fare (e forse anche bene) ma da qui a far parte del Club ce ne vuole.<img class="alignleft size-medium wp-image-813" title="AAA1880154" src="http://www.antonioamendola.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/AAA1880154-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" />Poco fa leggevo il libro di Greg Marinovich (col quale, peraltro, sto chiacchierando molto sull&#8217;argomento ultimamente). Descrivendo l&#8217;amico Joao Silva, grandissimo fotografo di guerra &#8211; uno vero &#8211; lo ritrae così:&#8221;<em>His eager recklessness to go into any situation for a picture and his custom of not shaving for days on end, as well as treating management and danger alike to his ‘fuck you’ attitude, ensured he fitted the part of conflict photographer well</em>.&#8221;</p>
<p>Vediamo se ho capito la fenomenologia del fotografo di guerra. Bisogna saper scattar buone foto, ok.  Trattare nello stesso modo sfrontato situazioni normali e pericolose, formalità e rischio, ok.<br />
E non radersi per lunghi periodi.</p>
<p>Ok, si può fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/84uJv93k4R4?version=3&amp;autoplay=1&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=84uJv93k4R4" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
</div>
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